TORNA AI POST La cultura sorprende. Lavori in vista di Parma 2020.
LAVORI 24 Settembre 2002

La cultura sorprende. Lavori in vista di Parma 2020.

La cultura sorprende. Lavori in vista di Parma 2020.
Largo otto marzo, via Mafalda di Savoia, Parma.
Distretto del Cinema e Nuova Biblioteca.

https://officinaartiaudiovisive.com/

Il Quartiere Montanara, a Parma, ha una natura popolare e una forte vocazione e tensione nell’aiutare i giovani, la cui presenza è molto forte, sono più di 3.500 i residenti under 35, molti dei quali frequentano i due centri giovani che a partire dal 1985 hanno svolto una cruciale funzione di accompagnamento nella crescita dei ragazzi. I Centri Giovani hanno impostato fattive e durature collaborazioni con gli istituti scolastici cittadini, tra cui il Liceo Artistico Toschi e il Liceo Bertolucci, che contano circa 3.400 studenti, con le 4 scuole del quartiere, afferenti all’IC Salvo D’Acquisto, con i suoi 850 alunni, con enti di formazione, come Formafuturo, e con la complessa realtà associazionistica del quartiere. È il quartiere in cui più è vivo il senso di comunità, lo testimonia la presenza di 18 associazioni, operanti nel campo delle politiche giovanili, dello sport, del volontariato, della cultura e della formazione che hanno creato una rete fitta e proficua.
Attraverso i fondi comunali e quelli del Piano Periferie (quando arriveranno) utilizzati per il recupero degli edifici del vecchio Centro Civico si è giunti alla creazione di un Distretto d’Eccellenza delle Arti Audiovisive a partire da aprile 2017 data di inaugurazione del primo stralcio. Il progetto è già in ottimo stato di avanzamento. Il Distretto del Cinema funziona. E’ aperto tutti i giorni e visitato da tantissimi giovani e studenti. Sarà completato con la realizzazione della Nuova Biblioteca di Quartiere, “Edificio ad energia quasi zero (NZEB e cioè un edificio ad altissima prestazione energetica con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo e coperto in misura significativa da energia da fonti), il cui obiettivo principale è quello di far convivere criteri di inclusività, di bellezza e di semplicità d’uso, criteri psicologici e sociologici di affezione ed empatia.
L’uso dello spazio della Biblioteca sarà sufficientemente caratterizzato per essere riconoscibile e sufficientemente flessibile per raccogliere quante più sfide possibili nella consapevolezza che la Biblioteca moderna non è più un contenitore di libri e di silenzio e nemmeno un luogo di studio e riservatezza ma un luogo di letture, di incontri, di confronti. Si potrebbe sostenere, pensando alla realtà virtuale, all’e-reading, alle piattaforme immateriali, che la Biblioteca è una tipologia di edificio ormai passata e da abbandonare, accade invece di sperimentare e capire che la funzione “Biblioteca” è quasi un pretesto per chiamare uno spazio come questo: i libri, la qualità dello spazio, la luce, le sale intime e a misura d’uomo, la destinazione d’uso nobile ne fanno un luogo di incontro, un “centro civico” contemporaneo, aperto, anzi spalancato a tutti. I cittadini usano volentieri i suoi spazi per incontrarsi, per risposare, per sostare, per mettere in atto una serie di funzioni che secondo una visione storica della tipologia “Biblioteca” apparirebbero improprie ma che all’interno dei suoi spazi accoglienti si possono attuare meravigliosamente bene.