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LAVORI 15 Febbraio 2019

Museo del 900 Milano, Piazza Duomo

Museo del 900
Milano, Piazza Duomo

Nata grazie alla generosità e alla passione dei collezionisti milanesi, la Collezione del Museo del Novecento è una tra le più importanti raccolte d’arte italiana del XX secolo. Il percorso espositivo raccoglie circa 400 opere, allestite secondo un criterio cronologico. Data di partenza: 1902, l’anno di esposizione del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, cui è dedicata una sala lungo la rampa elicoidale ad accesso gratuito.
Da architettura a grande installazione in dialogo con la città: dal 2010, il Palazzo dell’Arengario è sede del Museo del Novecento. L’edificio storico, progettato da Griffini, Magistretti, Muzio, Portaluppi, è stato ristrutturato dal Gruppo Rota (Italo Rota, Emanuele Auxilia, Fabio Fornasari, Paolo Montanari) per accogliere le collezioni di arte italiana del Novecento.
Il progetto ha permesso di ottimizzare l'utilizzo degli spazi e di restituire l'edificio alla città e di trasformarlo in uno dei luoghi privilegiati della cultura a Milano. La grande rampa a spirale all’interno della struttura è forse la cifra architettonica più significativa del museo: un elemento funzionale che collega diversi piani della torre, dal livello della metropolitana alla suggestiva terrazza sul Duomo.



La Collezione prende avvio con un omaggio alle Avanguardie Internazionali, con dipinti d’inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Amedeo Modigliani. L’allestimento prosegue con il Futurismo, rappresentato da un nucleo di opere unico al mondo, con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Gino Severini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici. Gli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo, si sviluppano e completano attraverso una sequenza di “isole” monografiche dedicate a Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Arturo Martini e Fausto Melotti.
Al terzo piano si trova una sala dedicata alle opere informali dei maggiori maestri italiani: Alberto Burri, Emilio Vedova, Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli, Tancredi, Carla Accardi, Osvaldo Licini. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono protagonisti di una sala allestita con opere di Piero Manzoni e degli artisti di Azimuth, da Enrico Castellani ad Agostino Bonalumi. A Lucio Fontana è dedicato l’intero ultimo piano dell’Arengario. Sala Fontana è stata progettata come un’opera ambientale immersiva per accogliere il grande soffitto del 1956, proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba e concesso in deposito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Neon di proprietà della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta.



Attraverso la passerella sospesa, che collega il museo a Palazzo Reale, si accede alla sezione conclusiva, che affronta gli anni Sessanta e le esperienze dell’Arte Cinetica e Programmata, introdotte dalla scultura Acona Bicombì di Bruno Munari . Il percorso termina con una sala dedicata ad alcuni tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera, da Luciano Fabro a Mario Merz, da Gilberto Zorio a Giuseppe Penone. Nella stessa ala, in tre sale dedicate, è allestito un “museo nel museo”: un nucleo di opere scultoree del maestro Marino Marini.